DODICESIMO UOMO | FEDERICO DIMARCO, SE SON ROSE FIORIRANNO

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Spesso poco considerato – riservando importanza solo agli undici che scendono in campo dal primo minuto – il dodicesimo uomo è invece colui che si fa trovare sempre pronto, che parta dalla panchina o che scenda in campo dal primo minuto.
In questa rubrica analizzeremo il percorso e le caratteristiche di dieci giocatori e l’ importanza che rivestono all’ interno della propria squadra nonostante non ne siano gli assoluti protagonisti.

NERAZZURRO DALLA NASCITA

Il primo giocatore di cui vi parleremo è Federico Dimarco, attuale esterno dell’Inter e nel giro della nazionale italiana. Ha dovuto fare tantissima strada per diventare un giocatore nerazzurro a tutti gli effetti . Eppure parliamo di uno che è nato e cresciuto con questi colori: lo zio a 3 anni lo portava già in Curva Nord a supportare l’Inter del Fenomeno con la 9 sulle spalle.

Federico comincia a giocare a 5 anni nella Calvairate, vicino casa sua e già a 7 anni entra a far parte del settore giovanile nerazzurro facendone tutta la trafila fino alla maggiore età. Esordisce con la maglia dell’ Inter l’11 dicembre 2014 in una gara di Europa League contro il Qarabag, ma dalle prime stagioni nelle giovanili all’esordio in prima squadra ne son cambiate di cose. Comincia la carriera da centravanti e poi diventa esterno offensivo, solo in Primavera passerà a giocare da terzino sinistro, un’ evoluzione tutt’altro che scontata: “Devo ammettere che non è stato facile arretrare di diversi metri. Segnavo parecchio, fin quando mi sono ritrovato terzino” dichiara Dimarco .

 

GAVETTA E  SOFFERENZA

Dopo 11 anni nel settore giovanile arriva la prima squadra, tuttavia l’ esordio in Europa league sopracitato rappresenta una delle sole due presenze in nerazzurro di Dimarco in una stagione e mezzo alla corte meneghina. Allora, in accordo con il suo procuratore, egli decide di cambiare aria per dimostrare all’Inter il suo valore partendo per una serie di prestiti . A gennaio 2016 approda all’Ascoli in Serie B, senza brillare particolarmente, quindi a giugno dello stesso anno va ad Empoli dove trova poco spazio e tanta amarezza. Prima di passare al Parma c’è la parentesi Sion: anche nella società svizzera Federico non riesce a dimostrare che i nerazzurri si sbagliavano sul suo conto, questa volta a causa di un infortunio che lo tiene bloccato per buona parte della stagione. Durante la stagione 2018-2019 nella sfida a San Siro tra Inter e Parma al minuto 79 lascia partire un sinistro da urlo che si infila all’incrocio dei pali e regala la vittoria agli emiliani, condita da un’esultanza rabbiosa . Quindi Dimarco  segna il suo primo gol in Serie A – e che gol – proprio contro l’ Inter, squadra che lo ha cresciuto e che ha supportato fin da piccolissimo, una casualità ? Probabilmente no. Ancora una volta però é la sfortuna a perseguitare il classe ’97 che salta una decina di partite per infortunio e torna disponibile a girone di ritorno già iniziato. Nell’ estate del 2019 Antonio Conte decide di tenerlo con sé, ma ancora una volta in maglia nerazzurra trova poco spazio e viene ceduto nuovamente in prestito a gennaio , questa volta al Verona, sempre con la formula del prestito.

 

L’ EXPLOIT E IL RITORNO A CASA

In Veneto inizia un nuovo avvincente capitolo della sua carriera. Juric non usa una difesa a 4 e lo prova da esterno a tutta fascia nel centrocampo a 5, Dimarco lo convince in maniera tale da diventare un insostituibile, infatti il suo prestito viene rinnovato per un’ altra stagione a titolo gratuito. L’allenatore croato è fondamentale per la sua crescita : in maglia gialloblù Federico si rende protagonista con 5 gol e 6 assist in 45 partite, ma soprattutto trova quella continuità di impiego e di conseguente rendimento che gli é sempre mancata.

La situazione Dimarco viene monitorata attentamente da Marotta e colleghi i quali, al termine del prestito dopo un confronto con il nuovo allenatore Simone Inzaghi, decidono di dargli un’ opportunità vista l’assenza di un’ alternativa a Ivan Perisic dopo la scadenza del contratto di Young, ma soprattutto visto ciò che ha dimostrato nel club veronese. 

 

DIMARCO DODICESIMO UOMO 

 

Durante l’esperienza al Verona Dimarco si è specializzato nel ruolo di esterno sinistro a tutta fascia, nonostante abbia fatto anche il centrale di sinistra nella difesa a 3. Per questo motivo rappresenta un jolly importante per Inzaghi, il quale nelle prime uscite lo ha utilizzato come esterno sinistro alternandolo ad Ivan Perisic, ma anche da centro-sinistra . Nonostante le sue grandi qualità il giocatore milanese è in questo momento indietro nelle rotazioni dell’ex allenatore della Lazio, il quale lo ha schierato in 15 partite complessive, ma in 8 di queste è subentrato dalla panchina . Due fattori determinati che giustificano questa scelta sono: l’affidabilità del talentuoso difensore italiano Alessandro Bastoni e un Perisic in forma strepitosa. Tuttavia dodicesimi del calibro di Dimarco sono difficili da trovare nel nostro campionato e con l’introduzione dei cinque cambi fanno più che mai la differenza . Quando gioca sulla fascia mette in difficoltà gli avversari con i suoi inserimenti improvvisi e mette cross a pennello in area di rigore, quando viene schierato in difesa fluidifica la manovra e si sovrappone creando varie soluzioni. Tutto questo grazie a quel mancino educatissimo che gli consente di segnare gol come quello su punizione a Marassi, il primo in tinte nerazzurre, quei colori che tanto ha desiderato . Si dice che se son rose fioriranno” , Federico Dimarco era destinato ad indossare questi colori già quando entrava a San Siro con lo zio da piccolissimo e pian piano dopo tanto lavoro e sacrifici sta coronando il suo sogno, che sia dodicesimo o meno non importa a lui va benissimo così.

 

 

 

 

 

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