Una vita da mediano | Seconda puntata: N’golo Kantè

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Torna la nostra rubrica “Una vita da mediano”, questa volta dedicata ad un altro grande interprete del ruolo, ma dei giorni nostri: N’golo Kantè.

Nella prima puntata abbiamo parlato di uno dei migliori interpreti del ruolo nella storia del calcio. Oggi vi raccontiamo di quello che, probabilmente, è il migliore attualmente. Il mediano francese è sbocciato da 6 anni a questa parte e la sua ascesa è stata inarrestabile, vincendo in questi anni tutto quello che si poteva vincere. Prima di arrivare ai suoi successi e al fenomeno che è oggi, vediamo da dove parte la storia di Ngolo Kantè.

L’esordio in Ligue 2 e il trasferimento al Leicester

Esordisce in Francia nel Boulogne dopo un periodo di giovanili nel Suresnes e nello stesso Boulogne. Di lui stupisce fin da subito il suo fisico, gracile e minuto, ma i suoi polmoni inesauribili, caratteristica che diventerà celebre nel mediano francese di origini maliane. Dopo una stagione in terza divisione francese con il Boulogne si merita la chiamata del Caen, in seconda divisione. Qui colleziona 38 presenze contribuendo alla promozione della sua squadra in Ligue 1. Nonostante un bell’anno sono ancora in pochi a conoscerlo, Ngolo rimane di fatto sconosciuto a livello mondiale fino alla sua magnifica stagione con il Leicester. Kantè resta un altro anno al Caen e dopo viene acquistato proprio dal Leicester per 9 milioni di euro. La sua vita da lì in poi cambierà, irromperà nel calcio mondiale come forse nessuno si aspettava diventando uno dei migliori al mondo. La sua vita e la sua carriera decolleranno, ma N’golo non dimenticherà mai dove è iniziata la sua storia e la sua enorme umiltà sarà una costante.

La favola 

Conosciamo tutti la favola del Leicester di Ranieri, vincitrice della Premier League nel 2016, battendo la concorrenza di grandi colossi come Liverpool, Chelsea, City e United. Se la favola è diventata realtà Sir Ranieri lo deve sicuramente al perno del suo centrocampo amato dal tecnico italiano per il suo grande sacrificio e la sua onnipresenza. Diventerà celebre la frase del mister che diceva: «Ehi, N’Golo: rallenta. Rallenta. Non correre dietro alla palla ogni volta, ok?» «Ok, mister.» Dieci secondi dopo ho alzato lo sguardo e stava già correndo. Gli ho detto: «Un giorno ti vedrò crossare la palla e andare a colpire quella stessa palla di testa.» A dimostrare le caratteristiche incredibili di questo centrocampista, dotato di resistenza, visione di gioco, e aggressività che gli permetteva di recuperare tantissimi palloni. Da quel magico campionato vinto la carriera di Ngolo è un continuo crescendo: Antonio Conte, sbarcato al Chelsea, chiede di non badare a spese per portare il mediano francese a Londra, così nell’estate del 2016 passa ai blues.

Dal Chelsea al mondiale vinto

La sua carriera al Chelsea non poteva che decollare ancor di più. Nel suo primo anno vince nuovamente il campionato, diventando il secondo giocatore non inglese della storia, dopo Eric Cantona, a vincere per due anni consecutivi con due squadre diverse il campionato inglese. Kanté si è rivelato un giocatore decisivo soprattutto per il numero di tackle e palloni recuperati, risultando primo tra i giocatori della Premier in entrambe le statistiche. Le sue prestazione sono costanti e di altissimo livello. Divenne noto un tweet del Chelsea che recitava: “il 71% della superficie terrestre è coperta dall’acqua. Il resto è coperto da Kanté”. Tweet memorabile che fa capire l’importanza di Kantè nel Chelsea ma poco dopo anche nella nazionale francese. Didier Deschamps nel 2018 lo convoca per il Mondiale di Russia, dove Kantè è il titolare fisso nel secondo storico trionfo ai mondiali della Francia. Una scena divenne celebre nei festeggiamenti della Francia: il compagno Steven N’Zonzi si rende conto di come Ngolò sia, come sempre, troppo timido per chiedere ai suoi compagni di poter sollevare il trofeo. Gli consegna così personalmente la Coppa che Kantè alza con un sorriso quasi da bambino. Un sogno diventato realtà in una carriera che ancora lo vedrà trionfare.

Padrone d’Europa

Kantè negli anni successivi continua a dominare l’Europa, vincendo con Sarri l’Europa League e con Tuchel la Champions League. Entra di diritto nell’olimpo dei grandi calciatori della storia. Amato dal pubblico come calciatore e come uomo, tanto da essere, sui social, voluto come vincitore del pallone d’oro. La sua carriera non è ancora finita e chissà se Ngolo riuscirà a portare a casa anche questo nobile riconoscimento. Un ruolo il suo tra i meno amati, ma lui ha dimostrato come non serva essere un attaccante per rubare l’occhio. “Sempre lì, lì nel mezzo”, Kantè è sempre lì, davanti la difesa, a recuperare palloni, a fermare le offensive, e far ripartire l’azione a dare sicurezza a tutta la squadra che è consapevole che lui ci sarà sempre.

Un calciatore che ci dà un esempio di vita incredibile, la vita di un uomo che non si è mai arreso e che anche dopo aver raggiunto il successo resta umile, resta se stesso. Kantè non è il calciatore famoso e presuntuoso, è l’uomo che dopo l’allenamento raccoglie gli attrezzi e li porta in magazzino, e questi valori in lui non cambieranno mai.

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